lunedì 4 ottobre 2010

Il modo giusto di dire le cose ( di Stefano Santori )

RIDEFINIZIONE DELLA CORNICE
Un postulato della famosa neuroscienza, la PNL, recita “ il significato di quello che diciamo è la risposta che otteniamo”. Spesso il contenuto di un nostro eloquio può contenere intenzioni benevole ma ottenere un riscontro negativo. Questo ci dimostra che sono molto importanti il modo in cui elaboriamo un discorso ed il contesto nel quale lo stesso si sviluppa. Infatti tutto ciò che viene detto si muove all’interno di una cornice (“frame” in PNL) ossia accade nell’ambito di un contesto e di una situazione che possono essere ridefinite sia dalle modalità con cui un determinato contenuto viene espresso (toni, gestualità, volume ecc.) che dall’utilizzo di specifici predicati.
Secondo l’autore, quello della “ridefinizione della cornice” è un processo fondamentale e sostanziale soprattutto in ambito professionale ed in modo particolare nei casi in cui appare opportuno revisionare situazioni problematiche per osservarle da un’altra prospettiva: differenziare il punto di vista permette di individuare punti di forza e possibilità di vantaggio, assenti di primo acchito. Dire “… è un modo completamente nuovo di lavorare” è una frase tendenzialmente rivoluzionaria che trasferisce l’idea di un cambiamento dal forte impatto, quasi netto e contrastante. Riformulare la stessa frase come segue: “… è un modo per rendere più semplice il vostro lavoro” denota la volontà di porre in atto una trasformazione di stampo evolutivo, un iter che spinge verso la crescita e lo sviluppo, con un evidente vantaggio per chi ne beneficia. Questo è un piccolo esempio per dimostrare cosa significa riformulare una frase secondo una cornice di riferimento diversa.

I METAPROGRAMMI
Nell’ambito di questa cornice, di questo importante contesto nel quale vengono formulati pensieri e messaggi, assumono una posizione preminente i cosiddetti Metaprogrammi: essi costituiscono la “struttura” del pensiero, il “palcoscenico” sul quale la nostra mente “mette in scena” pensieri, ragionamenti, ricordi, esperienze e molto altro. L’esempio del palcoscenico ci permette subito di evidenziarne un aspetto importante: essi non interferiscono con ciò che sul palcoscenico viene rappresentato, e quindi sul contenuto, ma si limitano solo a porre in evidenza ciò a cui noi “prestiamo attenzione” e non ciò che per ognuno di noi è “importante”.
La loro potenziale applicazione si verifica tanto nel mondo quotidiano quanto in quello del lavoro. Tra i Metaprogrammi più noti in PNL ci sono:
- Dentro il tempo/Fuori dal tempo: colui che presenta una prevalenza del metaprogramma “dentro il tempo” riesce a vedere e percepire solo gli eventi dell’immediato futuro o dell’immediato passato il che implica una sua evidente difficoltà nel pianificare. Contrariamente, colui che possiede una prevalenza del metaprogramma “fuori dal tempo” ha una visione fluida del tempo, riesce a pianificare in anticipo e ad avere una buona visibilità del futuro.
- Monocronico/Policronico: come definito dal sociologo Edward Hall, la persona “monocronica” porta a termine un compito alla volta, dà molta importanza al tempo e risulta poco flessibile; di contro la persona “policronica” svolge diverse attività insieme, gradisce le interruzioni e dà poca importanza agli orari.
- Verso/ in allontanamento da: l’individuo presta maggiore attenzione alle conseguenze che desidera raggiungere (verso) o evitare (in allontanamento da).
- Possibilità/Procedure: questo metaprogramma indica se l’individuo è più focalizzato sulle alternative e le differenti scelte (possibilità) o al devo, è necessario (procedure).
- Proattivo/Reattivo: con proattivo si indica tendenzialmente colui che provoca gli eventi che agisce direttamente sulla realtà. Reattivo è colui che attende che qualcosa accada per poi reagire di conseguenza.
- Identità/Differenza: chi presenta il metaprogramma “identità” presta maggiore attenzione alle cose in comune, agli elementi simili, viceversa, il metaprogramma “differenza” pone maggiore attenzione alle differenze.
- Interno/Esterno: chi presenta il metaprogramma “interno” presta maggiore attenzione al suo parere, alle sue sensazioni e non ha di solito bisogno del parere degli altri. Colui che mostra il metaprogramma “esterno” presta maggiore attenzione al parere degli altri ed ha bisogno di conferme dall’esterno.

GLI OPERATORI MODALI
La PNL dà importanza anche agli Operatori Modali i quali, pur non essendo dei metaprogrammi veri e propri, mostrano il medesimo tipo di funzionamento e costituiscono una sorta di “regole interne attraverso le quali le persone controllano il proprio comportamento e giudicano quello degli altri”: tra i più usati si trovano: posso-non posso, potrei-non potrei, devo-non devo, dovrei-non dovrei, necessario-non necessario, occorre-non occorre, possibile-impossibile, farò-non farò Gli operatori modali vengono usati principalmente per motivare dipendenti e collaboratori e l’utilizzo degli stessi è molto semplice: basta prestare un buon ascolto per individuare la coppia maggiormente usata. E’ necessario poi ristrutturarla nel modo consono ed utile al raggiungimento di un obiettivo o alla messa in atto di una buona performance.
Per comprenderne meglio l’utilizzo e la conseguente riformulazione, di seguito riportiamo un esempio tratto dal testo da cui ci siamo ispirati “Sviluppare le proprie capacità con la PNL”, edito da F. Angeli e presente tra le guide alla lettura di OneMinuteClub.it, il famoso portale di formazione rapida:
“Non sono d’accordo: mi sembra impossibile”
Risposta adeguata: - “Ok, vedo bene il motivo per cui potresti pensare che per altri è impossibile, ma a me pare che, per quanto ti riguarda, la cosa sia possibile”.

Stefano Santori
40 anni, Laureato in Giurisprudenza, formatore dal 1990, trainer internazionale di PNL, sotto la guida diretta di Richard Bandler, fondatore della Neurolinguistic Programming (NLP), consulente aziendale, è stato Professore Universitario a contratto nell’Università di Napoli, presso la Facoltà di Sociologia (materia: comunicazione di massa), e Consulente e Formatore dell’IRI Management e del Ministero della Funzione Pubblica.
Vari giornali e riviste di rilevanza nazionale hanno dedicato articoli alle sue attività, ed ai suoi studi sulla comunicazione, sul management.
Pubblicazioni e opere:
- “Dare il meglio di sè”, ed. S&K
- “Leadership al femminile”, ed. Franco Angeli
- “Comunicazione efficace”, ed. Metatraining
- “Memo memoria e metodo”, ed. Fabbri (alcuni fascicoli)
- “Lettura rapida a fascicoli”, ed. Il Sole 24 ore
- “NLP in Action”, ed. Metaconsulting, opera realizzata in 5 DVD
- “ADV: addetti alle vendite”, ed. IperclubFormazione
Più altre opere visibili su http://www.macrolibrarsi.it/autori/_stefano-santori.php