sabato 4 dicembre 2010

Per migliorare, prima aggiustate le “finestre rotte”! di Stefano Santori - SLIDE ROMA

Per migliorare, prima aggiustate le “finestre rotte”!
Sembra un titolo “fantascientifico” eppure è ciò che, non solo metaforicamente, è accaduto ed accade molto spesso in diverse aree della nostra vita sociale.
Ma entriamo subito nel vivo per comprenderne il meccanismo.
Il primo passo da compiere è quello di smettere di pensare solo alle persone e cominciare a pensare alle strutture più ampie in cui esse vivono, si relazionano, prendono decisioni ed in definitiva agiscono e si comportano.
Più di uno scienziato da tempo ormai si dedica allo studio della “fisica e chimica” dei comportamenti: tra questi si distingue l’ottimo lavoro svolto da M. Buchanan, autore de “L’atomo sociale” e quello svolto, anni fa ormai, da Malcom Gladwell, famoso giornalista scientifico, autore del testo “Il punto critico”.
Dai loro studi emergono chiaramente alcuni punti fondamentali, legati alle “forze in gioco” (proprio come se si trattasse di applicare la fisica al comportamento umano), di cui due in particolare “aprono la mente”:
1) Cervello emotivo vs. mente razionale: l’assunto per cui l’essere umano è tendenzialmente razionale nelle sue scelte/decisioni è ormai da tempo “in disuso”. Ne ho dato cenni tra l’altro nel precedente articolo dedicato all’utopia dell’homo oeconomicus, cui vi rimando per approfondimenti.
2) L’effetto imitazione unito alla legge dell’aggregazione preferenziale.
Veniamo alle finestre rotte dunque.. In questo caso la struttura, l’ambiente e le sue “prassi” influenzano così fortemente l’essere umano da “contare” molto di più della somma delle personalità. Se un quartiere è in degrado, le case hanno finestre rotte e marciapiedi sporchi le “persone perbene” saranno sempre più motivate a cambiare strada; così facendo altre persone “perbene” imiteranno le prime, snobbando il quartiere, che diverrà sempre più “frequentato” da persone, chiamiamole, “meno perbene” più sintoniche con l’ambiente. E più diverrà malfrequentato, più la delinquenza ed il degrado aumenteranno.
Conoscendo queste forze in gioco si dovrà partire proprio “dall’aggiustare le finestre” prima di tutto: agendo sulla struttura si potrà disincentivare il delinquente ed incentivare di nuovo “la persona perbene”, che a sua volta potrà essere imitata dai suoi simili… Superato un certo punto (critico per l’appunto) la legge dell’aggregazione preferenziale farà “piovere sempre di più sul bagnato”!
L’esempio concreto? Pensiamo, a cosa è accaduto a Times Square. Dopo un lungo periodo di degrado, il quartiere cominciò a rinascere grazie al fatto che alcune delle più grandi aziende degli Stati Uniti, sull’onda dei primi investitori, iniziarono a investire in quel posto. La prima fu la Walt Disney Company, che ristrutturò il New Amsterdam Theatre. Poi la seguirono il Museo delle cere di Madame Tussaud e l’AMC Entertainment. In poco tempo Times Square rinacque tornando agli antichi splendori.
La complessità di spiegare con modelli matematici il comportamento umano nasce anche da altri paradossi. Se chiedete in giro quanto la religione fosse presente nel medioevo, la maggior pare delle persone, basandosi sulle reminiscenze dei tanti libri di storia, vi dirà che fu un epoca di religione e superstizione. Ed in effetti tutto ciò che è rimasto di quell’epoca sembra dare questa immagine.
Ma non sarà, forse, perchè proprio la maggiorparte di coloro che hanno tramandato le notizie fino a noi erano intimamente legati a “professioni religiose”??
Vi lascio la riflessione, critica ma costruttiva.
Stefano Santori (www.enoxi.it)