martedì 1 marzo 2011

Rubrica PSIKE Marzo 2011 - Slide Italia - del Dott.Andrea Ronconi

Caro Dottore io ho 31 anni e il mio compagno ha 42 anni conviviamo da 3 anni e sono passati più di 6 mesi da quando abbiamo litigato offendendoci tanto che ci stavamo per lasciare, poi però siamo rimasti sotto lo stesso tetto ma non facciamo più l’amore. Io sono arrivata a chiederglielo ogni fine settimana quando siamo un po’ più liberi dal lavoro. Ho provato a indossare biancheria intima più accattivante, ormai non so più cosa fare e ogni volta che andiamo sotto le lenzuola cala una tensione terribile. Non gli piaccio più, è colpa mia?



Gent.le Signora, da quanto scrive emerge molto chiaramente che l’inizio dell’interruzione dei rapporti più intimi sia contingente al litigio avvenuto proprio 6 mesi fa.  Lei non solo ha accennato ad uno scambio di offese ma sembrava addirittura, almeno per un attimo, che il vostro legame affettivo fosse irrimediabilmente compromesso e in via di dissoluzione. Verosimilmente conservate dentro voi ancora tanta ostilità, rancore e risentimento, anche se ciascuno in maniera e intensità diverse. Questi sentimenti se tenuti dentro e non risolti attraverso una comunicazione pacata, rispettosa ed aperta con il partner potrebbero aver contribuito a determinare il distacco emotivo e quindi l’inibizione del desiderio sessuale. Signora non se ne faccia una colpa persona perché siete stati in due ad offendervi e promettervi di lasciarvi. Semmai sarebbe più opportuno parlare di co-responsabilità. Entrambi avete deciso, successivamente alla crisi, di evitare di chiarire ed evitare di contestualizzare il senso e il peso di quelle offese. Privare volontariamente o inconsapevolmente il partner dei piaceri del sesso è una delle punizioni più usate ed immediate delle coppie in difficoltà. Avete, giorno dopo giorno, rimandato un momento di riconciliazione che avreste potuto promuovere insieme poco dopo il contrasto. Ma non è mai troppo tardi per curare le ferite. Armandovi di coraggio e predisposizione all’ascolto e alla comprensione profonda dei bisogni e dei disagi reciproci può migliorare la situazione, almeno sul piano dei sentimenti e delle emozioni. Mentre sul piano dell’intimità sarebbe più opportuno smettere o quantomeno diminuire la frequenza delle richieste esplicite al partner che potrebbero mantenere ed aggravare la stallo e la distanza relazionale. Inoltre, aver fatto all’amore sempre nei fine settimana e nello stesso luogo, a letto, può aver trasformato il gesto più spontaneo ed istintivo della sessualità in abitudine prevedibile e scontata. Prova a conferma di questa ipotesi è la tensione che si riaccende proprio sotto le coperte e, probabilmente, a darvi le spalle nella speranza di addormentarvi al più presto. Ogni tentativo di sedurre il suo compagno indossando lingerie accattivanti, se non vi siete ancora realmente chiariti e non riuscite neppure a farvi teneramente le coccole, può essere controproducente. Resta quindi di fondamentale importanza predisporre un contesto relazionale costruttivo e un clima emotivo accogliente per fruire con serenità il piacere dell’amore di coppia. E’ molto probabile che entrambi dentro di voi abbiate le stesse aspettative positive di farlo ma è necessario che le condividiate attraverso la comunicazione, perché il desiderio sessuale prima ancora che nei genitali, dovrebbe crescere nella mente di entrambi.