venerdì 4 giugno 2010

BUTTAFUORI : Cambiano le regole

4 giugno 2010
Fedina penale pulita, tesserino di riconoscimento, regolarmente formato, maggiorenne, con vista buona e grande autocontrollo, ma sopratutto senza potere di intervento!
Ecco le nuove caratteristiche del “Personale addetto alla sicurezza dei locali da ballo o attività di intrattenimento e spettacolo”, cosi come viene inteso dal Decreto Legge attuativo ormai legge firmato dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, datato Ottobre 2009.
Motivazione primaria : evitare la diffusione di personale non qualificato spesso in nero, che a volte spaccia o si atteggia in modo rude incitando la violenza invece di sedarla.
Punto fondamentale del decreto attuativo è il n, 2 “i gestori dei locali da ballo possono provvedere ai servizi di controllo con personale direttamente alle loro dipendenze o avvalendosi di personale dipendente da istituti di vigilanza autorizzati (e sembrerebbe anche investigatori nella versione ufficiale del decreto attuativo già annunciata e che sarà pubblicata) dall’art. 134 del Tulps”.
Sono cosi tolte dai giochi anche tutte quelle agenzia di security spesso improvvisate, che fino ad oggi utilizzavano personale doppiolavorista, di ogni genere e provenienza. Proprio quelle agenzie che pur non avendone ad esempio titolo, offrivano servizi di vigilanza o di noleggio auto con bodyguard al seguito.
L’art.5 del decreto poi, specificherebbe, in modo chiaro, tutte le competenze che spettano al personale, tra cui spiccherebbe la seguente dicitura: “concorso delle procedure di primo intervento che non comportino l’esercizio di pubbliche funzioni, né l’uso della forza o altri mezzi di coazione (quindi seppur provocati, i buttafuori non possono reagire con pugni, calci o altro ma solo difendersi o difendere altre persone ) o l’esposizione a profili di rischio o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone”.
Sembra evidente quindi che da oggi, giganti picchiatori non sono più previsti, anzi sono fuori legge. I servizi che gli “addetti alla sicurezza” possono svolgere sono quelli di vigilanza e possono intervenire SOLO ed esclusivamente per supervisionare senza l’uso della forza ne mezzi di coazione.
Questi “professionisti”, saranno dei vigilantes, che faranno selezione all’ingresso dei locali, probabilmente saranno sempre un buon deterrente visivo a chi può avere cattivi propositi, ma in caso di intervento, non avendo possibilità di azione, i “buttafuori” possono rischiare conseguenze legali in caso di interventi non congrui a quanto stabilito nelle norme.
Difficile capire come regolamentare l’intervento di un “addetto alla sicurezza” con obblighi e norme, quando in caso di urgenza e pericolo, anche un semplice cittadino ( che sicuramente non è iscritto obbligatoriamente a nessun albo ) può intervenire per contribuire a sedare una rissa, aiutare una persona sofferente, evitare un suicidio.
Non tutti lo sanno, ma chiunque può addirittura mettere in arresto un altro individuo se si appura un reato grave.
Nelle ipotesi di flagranza di reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio da parte della PG (qualche esempio dall’art.380 CPP: delitti contro la personalità dello Stato, delitto di devastazione e saccheggio, delitti contro l’incolumità pubblica, delitto di riduzione in schiavitù previsto, delitto di prostituzione minorile, delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, delitto di furto di armi, delitto di rapina e di estorsione, delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope, ecc.), e limitatamente ai casi in cui il delitto sia perseguibile d’ufficio[4], l’art.383 del Codice di Procedura Penale stabilisce che “ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza”, con l’obbligo consequenziale di “senza ritardo consegnare l’arrestato e gli oggetti costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria, la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia”.
In ogni caso, tornando a chi potrà fornire personale addetto alle mansioni previste dalla legge, saranno quelle licenziatarie previste dall’art. 134, vigilanza privata e investigazioni.
Quelle stesse società quindi che prima fornivano vigilantes per banche o supermercati, saranno le medesime che potranno fornire addetti alla sicurezza per le discoteche.
La preparazione di questi sarà totalmente diversa da quella indispensabile per essere vigilantes armati per le banche ad esempio.
L’albo dei buttafuori sicuramente pone dei confini netti tra diverse professionalità e compiti, infatti ad esempio in molti eventi, momenti di aggregazione, intrattenimento è indispensabile la presenza della guardia giurata armata ( che paradossalmente ancora non ha un albo ).
Fine di un era quindi. Il buttafuori “fai da te”, pratica diffusa in tantissimi locali d’Italia, non sarà più possibile. Chiamare l’amico istruttore impegnato ad insegnare fitness durante la settimana, che si presta in nero all’attività di addetto alla sicurezza, è cosa appartenente solo passato. Ma è davvero cosi?
Anche se le sanzioni previste ( per il locale e per l’abusivo buttafuori ) vanno dai 1.500 euro ai 5.000 euro, sembra che ancora discoteche e agenzie di bodyguard, ancora non abbiano ben recepito la legge, adoperando ancora personale dell’ultima ora.
Se avete dubbi quindi sulla regolarità del personale addetto alla sicurezza, intanto controllate se queste persone sono dotate di tesserino di riconoscimento con indicato il numero di iscrizione all’albo e con evidente la Prefettura competente. In caso di dubbi, non esitate a comunicare alle autorità competenti ( Prefettura, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia di Finanza ) il vostro dubbio, affinché si possa arginare il fenomeno dell’abusivismo anche in questo settore.
In conclusione, il parere di molti è positivo sulla regolarizzazione di figure come il buttafuori. Questo perché spesso in passato, gli “addetti alla sicurezza” sono finiti al centro di grottesche inchieste che hanno delegittimano di conseguenza tutti gli operatori che lavorano in questo settore in maniera ottimale.
E’ forse ridicolo però che si regolamentino i buttafuori, rendendoli in definitiva semplici spettatori privi di alcun potere, senza pensare che da anni, le guardie giurate per altro armate, non siano dotate di alcun albo che possa evitare dubbi e perplessità sull’effettiva e concreta certezza sulle capacità mentali, fisiche, psicologiche di chi maneggia un arma per le strade delle nostre città. E a dire che a dimostrazione di quanto tengano a questo riconoscimento, è proprio la SNGG ( Sindacato Nazionale Guardie Giurate ) a chiedere di istituire un albo anche per questa categoria.


Chi opera nei locali in qualità di “buttafuori” quindi, oggi deve avere inderogabilmente i seguenti requisiti :

• Divieto di utilizzo di armi
• Riconoscibilità attraverso un tesserino con nome del locale presso cui si presta lavoro, nome, cognome e prefettura di riferimento
• Requisiti fisici (buona salute, maggiore età, assenza di patologie, certificazioni sanitarie).
• Età minima 18 anni
• Corsi di formazione per area giuridica, area tecnica, area psicologica – sociale
• Nessuna denuncia o condanna in corso
• Nessuna sentenza definitiva per delitti anche non colposi
• Nessuna misura cautelare passata
• Nessuna appartenenza a gruppi o associazioni che incitano alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi
• Diploma di scuola media inferiore
• Ogni due anni il Prefetto competente verificherà che i requisiti siano mantenuti.


Il Ministro dell’Interno ha deciso di prorogare al 31 dicembre 2010 il termine per l’iscrizione al registro prefettizio di coloro che intendono svolgere attività come operatori della sicurezza nei locali di intrattenimento secondo il DM 6 ottobre 2009(L. n.94 del 15/07/2009).Le Regioni si stanno attrezzando per recepire la normativa in materia dalla Conferenza Stato-Regioni con delibere che prescrivano le modalità di svolgimento dei corsi di 90 ore come da decisioni della conferenza Regioni e Autonomie Locali.Si attendono a giorni le decisioni che saranno prese in merito dalla Regione Emilia-Romagna.Pertanto il far west nel settore della sicurezza nei locali di intrattenimento è destinato a durare fino alla fine dell’anno dopodichè chi sarà trovato ad operare senza l’iscrizione all’albo prefettizio incorrerà nelle sanzioni di legge insieme al gestore della discoteca che lo ha incaricato.Resta da vedere se in ogni caso chi svolge questa attività sia tenuto,come prescrive il DM 6 ottobre 2009,fin da subito a dipendere da agenzie o istituti in regola con l’art.134 T.U.L.P.S. il che significherebbe mandare il pensione le vecchie agenzie di portierato.