sabato 4 settembre 2010

CONSIGLI PER LA MENTE del Dott. Andrea Ronconi ( Slide 4 )

4 settembre 2010
Caro Dottore, è da mesi che con il ragazzo con cui convivo stringiamo i denti in attesa delle ferie di settembre. L’estate per noi è un periodo di duro lavoro e non mancano i conflitti ogni volta che si torna a casa. Tra i litigi continui e lo stress che stiamo accumulando, abbiamo comunque deciso di regalarci una vacanza nella speranza che ci sia d’aiuto ad affrontare e risolvere con calma i nostri conflitti. Lui però sostiene che sarebbe meglio staccare con i problemi e parlarne una volta tornati dal viaggio. Insomma anche su questo punto non riusciamo ad accordarci. Lei cosa ci consiglia?


RISPOSTA : Gent.ma Signorina, non ho sufficienti informazioni sulla vostra situazione relazionale per riuscire a darle i suggerimenti che lei, giustamente, si aspetta. Credo però che, insieme, possiate imparare ad affrontare i vostri conflitti nel momento stesso in cui si presentano e senza procrastinare, cioè senza rimandare i tentativi di soluzione a un momento non meglio definito. Naturalmente questo non è sempre possibile, almeno nella misura in cui il contesto e la tipologia del conflitto condizionano inevitabilmente le possibilità di affrontare nell’immediato i problemi. Ma abituarsi a riconoscere, comunicare e risolvere i problemi nel “qui e ora” piuttosto che chissà dopo quanto tempo, aumenta indubbiamente le probabilità di risolverli in maniera efficace e profonda, e nel contempo permette a entrambi di conquistare una buona sicurezza sulla capacità di migliorare insieme e in tempi ragionevoli la qualità della vita di coppia. La capacità ottimale di una coppia a risolvere i contrasti mano a mano che si presentano può aiutare nel tempo entrambi i partner a mettere in atto una serie di atteggiamenti e di soluzioni comunicative che, se adeguati alla situazione, possono avere un effetto addirittura preventivo, tale cioè da diminuire le probabilità che gli stessi problemi si ripresentino o da evitare che vengano considerati persino come eventi conflittuali. Un viaggio, una vacanza hanno in sé le migliori potenzialità per aiutare una coppia a trovare equilibrio e serenità. Questo può essere particolarmente vero per le problematiche di natura sessuale, quelle cioè che vengono mantenute nel tempo da un ambiente che minaccia il vissuto di intimità e di libertà nella fruizione del piacere (come abitare in un appartamento condiviso con altri inquilini o contiguo a quello dei familiari di lui o di lei). Molto spesso cambiando contesto è possibile viversi e vivere il proprio rapporto diversamente, in modo più libero dai condizionamenti appresi, reali o presunti che siano, e che hanno finito per inibire il libero scambio fra partner. D’altra parte una vacanza in coppia, senza figli e lontano da quei fattori di distrazione che fanno sempre parte del contesto di convivenza abituale, può aiutare i partner a chiarire e a chiarirsi ciò che non va nel rapporto, focalizzando l’attenzione sull’intensità del disagio percepito da ciascuno. La vacanza, pur rimanendo un‘esperienza desiderata solitamente da tutti, può non rivelarsi sempre o necessariamente un evento rinforzante la coesione di coppia. La sua potenzialità è quella di stimolare un certo cambiamento, che poi potrà essere positivo o negativo. Quindi la vacanza di una coppia che parte con dubbi affettivi sulla stabilità e mantenimento del proprio legame può essere strumentale alla realizzazione più o meno condivisa di un bilancio che potrebbe alimentare specifiche motivazioni e decisioni relazionali. Qualunque siano gli effetti di una vacanza sul vissuto di coppia in termini migliorativi, neutri o peggiorativi, la maggior parte dei fattori causali rimangono nella responsabilità di entrambi i partner, nel loro modo di pensare, comportarsi e comunicare prima, durante e dopo le ferie. In qualità di psicoterapeuta e sessuologo, in talune specifiche situazioni ho io stesso suggerito ai pazienti di fare una vacanza come una sorta di verifica, in itinere, del raggiungimento degli obiettivi da perseguire nella terapia di coppia.