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lunedì 28 luglio 2014

Un vaccino contro l'HIV, grazie agli studi tutti italiani

Si chiama Arnaldo Caruso il professore, Direttore della sezione di Microbiologia del Dipartimento di Medicina Molecolare e Tralsazionale dell'Università degli Studi di Bresciache ha speso la propria vita nello studiare i virus, sviluppando un vaccino terapeutico contro l'HIV che oggi, ha superato la fase I/II della sperimentazione. Per questa scoperta, avvenuta con la collaborazione di Robert Gallo, che isolò il virus dell'Hiv con Luca Montagnier e Franoise Barré-Sinoussi, ha lavorato con lui un gruppo di lavoro che oggi è pronto alla fase II/III.

Professor Caruso può darci indicazioni sullo svolgimento della sua attività? Mi sono sempre concentrato sullo studio dei virus, in particolare retrovirus che provocano malattia che colpiscono l’uomo . I retrovirus una volta entrati nell’organismo umano, non è più possibile eliminarli in quanto questi entrano nel codice genetico delle cellule infette, divenendo concretamente parte dell’organismo. In particolare mi sono occupato di studiare il virus dell’AIDS, uno dei pochi retrovirus capaci di infettare l’uomo. Grazie al coinvolgimento e alla collaborazione di molti capaci colleghi, siamo arrivati a definire che all’interno del virus è presente una tossina, denominata proteina p17. Secondo quanto appurato sarebbe questa la responsabile di quanto usualmente viene attribuito al virus stesso dell'HIV.
Come avete sviluppato la sperimentazione? Realizzammo che è una proteina, la P17, la componente tossica del virus e che questa appare come ad altre sostanze presenti nel sistema immunitario, chiamate citochine. Queste citochine le riteniamo la chiave di volta, per il funzionamento della risposta immunitaria, in quanto queste agevolano il corretto funzionamento delle cellule del sistema immunitario.  Abbiamo ideato un vaccino che apparisse come la parte attiva della proteina, denominata AT20, in modo da poter bloccarne l'attività biologica. Il vaccino non è per prevenire l'infezione, ma è terapeutico, per chi è già infetto da HIV così da  bloccare gli effetti dannosi della p17.  Abbiamo testato AT20 in pazienti in terapia con CD4 abbastanza normale, e pur non avendo un sistema immunitario immunitario perfetto, questi pazienti hanno risposto ottimamente al vaccino. 
Prossimi passi? Il vaccino è in totale assenza di tossicità e non ha dato effetti collaterali, infatti ha superato, con 26 pazienti test, la fase I/II. La fase IIb/III sarà verificata su diverse centinaia di pazienti per attestarne la totale efficacia, a Brescia, e in centri clinici italiani per le malattie infettive.