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sabato 4 dicembre 2010

Rubrica PSIKE Dicembre 2010 - Slide Italia - del Dott.Andrea Ronconi

Caro Dottore, ho 29 anni e da un anno e mezzo la mia vita è cambiata tragicamente a causa di un incidente in moto. Sono stato per quasi tre mesi in coma e i medici al mio risveglio mi dissero che avevo rischiato di morire e che dovevo affrontare un lungo percorso di riabilitazione fisica e psicologica per riprendere a vivere dignitosamente. Purtroppo l'’incidente mi ha cambiato i connotati del viso. Potrei uscire di casa a fare i primi passi, ma non ne ho il coraggio e mi vergogno tremendamente. Si può ricevere assistenza psicologica direttamente a domicilio?

Gentile Signore, certo che può incontrare uno psicologo a domicilio per essere aiutato nella riabilitazione psicologica e nel re-inserimento sociale dopo un trauma di simili proporzioni. Più economico sarebbe optare per il Servizio Pubblico dell’ASL, ma per questo può informarsi chiedendo all’URP della sua città o al suo medico di fiducia. In qualità di libero professionista posso rassicurarla e dirle che se avesse sufficiente dimestichezza con l’utilizzo del computer potrebbe completare, ma non sostituire, gli incontri con lo psicologo scegliendo di comunicare con lui via internet (consulenze on line) magari in modalità videoconferenza o telefono, opportunità realizzabili direttamente da casa sua. Per orientarla al miglioramento della sua attuale situazione avrei bisogno di capire più approfonditamente le conseguenze fisiche e psicologiche che l’incidente ha determinato stravolgendo in un attimo la qualità della sua vita individuale e sociale. A domicilio c’è la possibilità, per uno psicologo specializzato, di fare una valutazione globale del suo funzionamento attuale. Questa prima valutazione, neuropsicologica e comportamentale eseguibile tramite colloqui e test, serve non solo a stabilire la portata del suo disagio emotivo (cioè ciò che non va), ma anche a misurare le sue risorse individuali e relazionali (cioè ciò che va) e che magari, proprio perché sta male, in questo momento della sua vita non riesce a vedere o attivare adeguatamente. Non saranno trascurati gli aspetti familiari insieme alle relazioni amicali che sono state bruscamente interrotte dall’incidente e condizionate dai suoi effetti. Mentre per i danni estetici al viso, che come lei evidenzia nella sua mail sono fonte di profondo disagio, potrebbe considerare la consulenza affiancata di uno psicologo e di un chirurgo plastico. La percezione degli esiti di un intervento chirurgico a scopo ricostruttivo ed estetico del viso, può essere preparata e sostenuta emotivamente da un percorso con lo psicoterapeuta. Il trattamento psicologico, domiciliare prima e ambulatoriale poi, la aiuterà gradualmente ad accettare i cambiamenti e a maturare una percezione della propria immagine che integri efficacemente i miglioramenti estetici apportati dal chirurgo. Risolvere la vergogna legata al mostrarsi apertamente agli altri nel suo nuovo aspetto e re-inserirsi nel mondo sociale e lavorativo è il passo più importante. Imparerà ad affrontare paure associate alla strada in generale e al guidare in particolare. Comunque lei decida, apprezzo il suo impegno a volersi aiutare per migliorare una condizione emotiva e sociale che solo lei può conoscere in tutta la sua drammaticità. Mi auguro che possa, con la stessa forza e fiducia, cercare dentro e fuori di sé l’aiuto più opportuno per liberarsi al meglio dagli effetti di un incidente così terribile. Vero è che tornare indietro non è possibile per nessuno e i fatti sono già accaduti, ma ancora più vero è che il nostro benessere attuale dipende da come sappiamo interpretare quei fatti.