Giordana Proto sarà a Venezia giovedì 10 settembre, durante i giorni dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, per presentare Libera di guarire, libro autobiografico nel quale racconta una parte intensa e determinante della sua vita. La sede dell’incontro e le modalità di partecipazione non sono state ancora rese note. L’appuntamento si svolgerà nel periodo della Mostra, ma al momento non risulta inserito nel programma pubblico ufficiale della Biennale.
Pubblicato da Bookness il 30 dicembre 2024, il volume porta il titolo completo Libera di guarire. Il racconto della mia remissione come testimonianza del valore dell’approccio olistico alla malattia per raggiungere e mantenere il vero benessere. Al centro c’è la scelta dell’autrice di tradurre una vicenda profondamente personale in una testimonianza aperta al confronto con lettori e lettrici che vivono o hanno vissuto situazioni di fragilità.
Una storia personale affidata alla scrittura
Nelle pagine del libro, Proto ripercorre esperienze che hanno segnato il suo cammino fin dall’infanzia: patologie, interventi, gravidanze, episodi di bullismo e abusi. Sono vicende riferite dall’autrice in prima persona, inserite in una narrazione che non si limita alla sofferenza, ma segue il tentativo di ritrovare un equilibrio attraverso lo studio, la ricerca e una maggiore consapevolezza di sé.
La scrittura assume quindi un doppio significato. Da un lato è uno spazio nel quale elaborare passaggi difficili della propria esistenza; dall’altro diventa uno strumento per condividere una storia che Proto propone come esperienza individuale, senza trasformarla in un modello valido per ogni percorso. Il racconto guarda alla malattia e al cambiamento come realtà complesse, che coinvolgono il corpo, le relazioni e la dimensione emotiva della persona.
Il significato della remissione
Il titolo racchiude il nucleo del progetto. Per l’autrice, la parola “libera” richiama la riconquista di autonomia e di spazio nella propria vita dopo la malattia. Il riferimento alla remissione va però distinto dalla guarigione definitiva: in ambito medico il termine indica la riduzione o la scomparsa dei segni di una malattia, una condizione che può avere durata diversa a seconda del quadro clinico e che richiede sempre valutazioni specialistiche.
Proto utilizza il concetto per descrivere il proprio percorso e la propria idea di rinascita. Il libro non si propone dunque come un manuale medico né come una promessa terapeutica, ma come una narrazione autobiografica. L’obiettivo dichiarato è dare voce alle fragilità, mettendo in evidenza il valore che conoscenza, ascolto e dialogo possono assumere nei momenti di maggiore difficoltà.
Nel tempo l’autrice si è avvicinata alle Scienze olistiche, alla naturopatia e alle discipline bio-naturali. Sul suo sito si presenta come naturopata e laureanda in Biologia, descrivendo il proprio approccio come un incontro fra scienza e natura. Proto ha precisato che, nella sua visione, la naturopatia non è alternativa alla medicina tradizionale e non comporta diagnosi, prescrizioni o sostituzione delle terapie. Le discipline bio-naturali, infatti, non costituiscono prestazioni sanitarie e non sostituiscono il rapporto con medici e professionisti qualificati.
La tappa veneziana nel segno della cultura
La presentazione a Venezia arriva dopo altri incontri dedicati al volume, ospitati tra il 2024 e il 2025 in diverse località siciliane, da Catania ad Augusta fino a Troina. La scelta della città lagunare nei giorni della Mostra del Cinema si lega anche al ruolo che Proto attribuisce all’arte nella propria esperienza personale.
Secondo l’autrice, cinema, letteratura e teatro possono offrire occasioni di sollievo e di rielaborazione interiore. Un legame che, nel suo racconto, affonda le radici nella giovinezza: a 18 anni Proto si iscrisse a una scuola di recitazione a Roma, avvicinandosi al linguaggio della scena e a una dimensione di condivisione che avrebbe mantenuto un valore importante nel tempo.
La cornice veneziana rappresenta così un’occasione per riportare l’attenzione sul messaggio del libro: attraversare il dolore senza relegarlo al silenzio e cercare, nella parola, nella cultura e nella relazione con gli altri, possibili strumenti di consapevolezza. Libera di guarire resta prima di tutto il racconto di un’esperienza individuale, proposta dall’autrice come invito a non rinunciare all’ascolto di sé e al confronto con chi può accompagnare i passaggi più complessi della vita.