martedì 18 settembre 2012

Mollo tutto e cambio vita!


di Stefano Pia - Direttore Editoriale Slide Italia

"L’importante è mettersi in cammino. Altrimenti non arriverai da nessuna parte. E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato. La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire".

Adesso basta! Mollo tutto e cambio vita”. Chi di noi non ha mai recitato questo motto?! Per alcuni è solo un modo di sfogare la propria frustazione, per altri è un ritornello per alleggerire le pressioni del vivere quotidiano, per altri è stato "la rivoluzione interiore" e l'hanno messo in pratica, tagliando i legami con il passato. Questa tendenza ad abbandonare la frenesia del proprio stile di vita, e cercare di ripartire costruendosi una qualità di vita migliore,  si chiama “downshifting”, cioè “scalare la marcia, rallentare". E’ un fenomeno in ascesa, e si verifica principalmente al ritorno dalle vacanze. Spesso Settembre risulta essere il mese dei cambiamenti e dei buoni propositi, ecco perchè tornare dalle sospirate ferie, ritrovato l'equilibrio "del tempo" ci viene voglia di abbandonare la vita caotica che imprigiona le nostre giornate.
Navigando in internet ci si accorge di quante testimonianze positive siano state raccolte nei molti siti, blog, forum che raccontano come si è riusciti a cambiare vita, elargendo consigli ed informazioni per fare il grande passo.
I nomi dei siti e dei blog sono eloquenti: si va da http://www.mollotutto.com, a http://www.voglioviverecosi.com, fino ahttp://www.comecambiarevita.net, per citarne solo alcuni. E sui banchi delle librerie si trovano titoli stranieri, ma anche italiani, proposti da chi ha preso la fatidica decisione e ha messo la sua esperienza su carta. Per citarne qualcuno: “Adesso Basta. Lasciare il lavoro e cambiare la vita” di Simone Perotti, a “Scappo via” di Attilio Wanderlingh, a “Mollo Tutto e Parto!” di Riccardo Caserini o “Quasi Quasi mi Licenzio. Non è mai troppo tardi per cambiare vita” di Roberto D’incau e Rosa Tessa.
Molti sono i consigli utili per aiutare a prendere le giuste decisioni, ci sono alcune misure per valutare le paure e le resistenze psicologiche, ma anche per  ridurre al minimo i rischi. Tra questi, la cautela più elementare è compiere un sopralluogo nel Paese prescelto, magari concedendosi una lunga vacanza, per farsi un’idea della realtà locale. Se questa incontra i nostri gusti, occorre indagare su quali sono le possibilità reali di business, le condizioni richieste e la presenza di eventuali concorrenti. E’ anche bene informarsi su quali studi legali, seri, onesti e preparati possono interessarsi di tutelare i nostri interessi ed eventualmente a cui affidarsi per ogni pratica.
Molto numerose e interessanti anche le storie di vita vissuta: c’è chi parte per amore del sapere e di nuove esperienze e poi resta per aver incontrato il compagno della vita; chi rinuncia ad un lavoro sicuro e ben retribuito pur di rallentare il ritmo e liberarsi dello stress; chi fugge la routine e insegue un sogno. Il messaggio di queste testimonianze è però più o meno lo stesso: è più faticoso pensare di cambiare vita che farlo davvero.
Ci racconta Francesca, che all'età di 26 anni decide di lasciare il suo paesino di 13000 abitanti in provincia di Torino e trasferirsi a Sal, isola di Capo Verde: “Tutto è nato un po’ per caso o forse il caso è semplicemente il nostro destino: 2 anni fa attraversavo un periodo in cui sentivo i muri della città chiudersi intorno a me, il lavoro che stavo svolgendo non mi entusiasmava più come prima, la mattina, le persone che incontravo sui mezzi o per la strada, avevano lo sguardo triste, pochi sorrisi… è incredibile come la frenesia a volte non lasci nemmeno il tempo di alzare gli occhi al cielo per vedere se tra il grigiore, si può trovare anche un solo piccolo raggio di sole.
Mi sono ritrovata così, a tirare  le somme della mia vita. La mia collega e amica, proprio in quel periodo stava organizzando le sue vacanze a Capo Verde, a Sal e all’ultimo minuto ho deciso di aggregarmi anch’ io, così siamo partite per il viaggio che ci ha cambiato la vita. E’ stato come tornare a casa. Già dal viaggio abbiamo intuito che stavamo per vivere qualcosa di straordinario! Per tutta la durata della vacanza, abbiamo avvertito la presenza del destino e dopo 2 giorni di relax, abbiamo  cominciato a lavorare in villaggio un po' per gioco.
Il cambio animazione tardava ad arrivare ed io e la mia amica ci siamo offerte di aiutare nell'accoglienza degli ospiti in hotel, trasformandoci improvvisamente in animatrici a tutti gli effetti, così  la vacanza di due settimane si è trasformata in un mese di lavoro-vacanza. Il proprietario del villaggio, affascinato dalla storia di due turiste trasformate in animatrici, ha voluto incontrarci e colpito dal nostro carisma e dal nostro carattere, ci ha proposto un lavoro a Capo Verde.
E’ stata la nostra occasione, il famoso anello mancante…. Così, stanche dell'apparire, abbiamo scelto di essere. Il destino ci aveva dato la possibilità di scegliere, la vita a Capo Verde non è paradisiaca come si potrebbe pensare, vivere su un'isola africana, persa nell'oceano Atlantico, ha anche i suoi lati negativi, ma ciò che ci ha spinto ad accettare il lavoro, è stata la possibilità di reinventare noi stesse, di riprendere in mano la nostra vita.”
Questa è solo una delle tante testimonianze che ci sono arrivate in redazione, ma le storie di connazionali che hanno deciso di fare il grande passo sono veramente molte e delle più incredibili, tutte con un unico comune denominatore: il rimpianto di non averlo fatto prima.
Un famoso musicista ha detto: " La vita è come una canzone; seduti al pianoforte si potrebbe tenere una nota molto a lungo, in realtà la si potrebbe tenere per sempre, all'infinito, ma alla fine diventerebbe solo rumore.  È il cambiamento quello che conta. Le note che verrebbero dopo e quelle dopo ancora questo ne farebbe una melodia, una musica. La colonna sonora della propria vita".