lunedì 22 ottobre 2012

Io, Manager di me stesso. di Stefano Pia


Io, Manager di me stesso.
di Stefano Pia



Ultimamente mi è capitato di entrare in una bellissima libreria nel centro di Torino ed imbattermi in un titolo di un libro che ha colpito in modo preponderante la mia attenzione: "Il marketing di se stessi" di Riccardo e Maria Ludovica Varvelli.
Mi sono immediatamente immerso, una volta arrivato a casa, nella sua lettura, ed ho "scoperto" delle cose talmente ovvie e scontate da risultarmi innovative. Lo so è un paradosso, ma troppo spesso capita di perdere di vista delle nozioni elementari quanto scontate che fanno parte della nostra attività o semplicemente del nostro modo di essere o porsi quotidianamente.
La combinazione tra personalità, comportamenti e presenza, è il risultato di come viene percepita la nostra persona agli occhi degli altri. Questi componenti mischiati tra loro creano la nostra immagine, e soprattutto influenzano i rapporti lavorativi e personali attraverso le relazioni che riusciamo a costruire. Un'alchimia perfetta.
Molti manager sottovalutano l’effetto che i propri comportamenti hanno sui collaboratori, finendo col perdere la credibilità, o peggio ancora, l'appeal imprenditoriale che svolgevano su di essi. Sono convinti che il modo in cui agiscono non sia in grado di influenzare chi li intravedeva come "guida". Nessun errore potrebbe essere tanto catastrofico.
Il successo di ogni azienda dipende dal modo in cui vengono trattate le sue risorse interne. Ogni leader deve considerare i propri collaboratori come se fossero i propri clienti. Le persone solitamente sono disposte a tornare nei posti in cui sanno che saranno trattate con dignità e in cui vedranno soddisfatti i propri bisogni, e ottenere questo tipo di fedeltà dal cliente significa aver ottenuto il migliore risultato di business. I grandi leader, considerando i propri impiegati al pari dei propri clienti, trasmettono un’immagine di sé tale da ottenere il loro totale impegno e coinvolgimento.
Oggi essere un manager vincente significa essere in vetrina e proporsi come la merce più appetibile sul mercato. "Ognuno vede quel che tu pari, pochi comprendono quel che tu sei", scriveva Niccolò Macchiavelli già nel cinquecento. Ma oggi la situazione non è per nulla cambiata, si è evoluta certo, ma come direbbe il nostro Presidente: "chi non comunica non esiste!".
Ne consegue che una persona che riesce a costruirsi una buona immagine  acquisisce un patrimonio di credibilità duraturo nel tempo.
Non voglio entrare nel merito delle considerazioni che si possono leggere sfogliando il libro, ma credo fermamente che non possiamo allienarci dalla realtà nella quale viviamo e del mondo del quale facciamo parte. Abbiamo due scelte, lasciarci traghettare dagli eventi e dal moto perpetuo delle situazioni che ci rendono partecipe di esso, oppure affrontarlo con determinazione e, senza assecondarlo, crearci il nostro spazio e la nostra fortuna.
Il nostro mondo è una stanza senza pareti, senza intimità, in quanto siamo inconsciamente condizionati dalle mode del momento e dai cambiamenti sociali. Tutto questo passa inevitabilmente attraverso un buona dose di umiltà, in quanto costituisce l’ingrediente fondamentale della formula vincente per gestire il proprio brand, formula appartenente solo ai leader eccellenti.
Ognuno diventa, a volte senza accorgersene, il sè che decide di essere.
Allora brindiamo alla fedeltà di ricominciare ogni mattina, perché la strada si fa camminando.