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giovedì 4 novembre 2010

Reportage dalla Sardegna - di Alessandra Mura - Slide Sassari

Under Pression :
stagione turistica 2010


L’ economia turistica resiste ai duri colpi della crisi: grande prova di carattere dei sardi e delle aziende del territorio

In esclusiva per Slide Italia: Gavino Sini, presidente di Camera di commercio SS, Giorgio Macciocu, presidente Confturismo Nord Sardegna e Comitato nazionale albergatori stagionali Federalberghi, Mario Peralda, direttore Sogeaal, aeroporto Alghero Fertilia

“La crisi come atto catartico un male doloroso ma necessario per purificare. Questa frase, che si riferisce al dopo Lehman, alla crisi di una delle più grandi banche del mondo, è servita in questo momento di riflessione , per inquadrare il momento di ristagno dell’economia italiana. Il disagio e le conseguenze del crollo del mercato e le scarse risorse territoriali hanno costretto tante aziende a dichiarare fallimento. Uno scenario fantasma che accomuna diverse regioni dello stivale. La nostra attenzione, all’indomani della stagione estiva, si sofferma sull’economia turistica della Sardegna che ha dovuto affrontare un periodo difficile, contraddistinto da un forte cambiamento sia nella tipolgia del turista che approda nell’isola, sia nel periodo di permanenza e di riciclo vacanziero.
“Dopo un periodo complicato, tra maggio e giugno, che ha scontato le difficoltà legate al clima e ai disagi dovuti all’eruzione del vulcano islandese, la macchina del turismo sardo ha ricominciato a camminare, ma lentamente. Bisogna sottolineare , hanno reso noto dall’Assessorato regionale al turismo, che non abbiamo presenze omogenee in tutta la Sardegna. Alcuni territori soffrono rispetto ad altri, si confermerebbe una forte crescita dell’extralberghiero ma non succede altrettanto per la ricettività alberghiera . In un quadro generale di crisi, la Sardegna resta comunque una meta molto ambita. I numeri complessivi riteniamo siano anche in crescita sebbene il turista spenda molto meno. Assistiamo a una modificazione delle abitudini dovuta alle difficoltà economiche: oggi le vacanze durano molto meno e si cerca di risparmiare su tutto. Se si comprende tale dinamica si spiega anche la generalizzata difformità di opinioni sulla stagione turistica a cui si assiste in questi giorni”.

E l’andamento della stagione 2010 ha confermato questa crisi d’identità che vede da una parte categorie commerciali fortemente colpite e altre che hanno combattuto discretamente la paura del fallimento. Ma analizziamo nel dettaglio l’andamento della stagione turistica secondo i dati ufficiali forniti dalla Regione Sardegna.

Giugno e Luglio fanno registrare una progressiva ripresa dei flussi turistici in Sardegna. Lo confermano i dati aggiornati dei due aeroporti isolani di Cagliari e Olbia che segnano rispettivamente + 0,76 %, nel mese di luglio e rispettivamente + 1,44 e + 8,0 a giugno. L’Aeroporto Riviera del Corallo ha avuto una discreta inflessione ma la crisi è legata soprattutto alla cancellazione di voli Ryanair e ai disguidi venutasi a creare tra la regione e la compagnia irlandese, che a tutt’oggi appare totalmente superata. C’è di più. La manovra che la direzione aeroportuale ha messo in atto grazie anche agli incentivi legati alla destagionalizzazione, ad opera della Regione Sardegna( legge del 13 Aprile), permetterà, ha spiegato il direttore della Sogeaal Mario Peralda, un accordo di programmazione quadriennale che garantirà un superamento totale della recessione mirando alla riconquista di un mercato turistico internazionale. Le perdite di trasporto passeggeri inoltre, sarebbero state ben più consistenti , ha precisato il direttore, se il management Sogeaal(società di gestione) non si sarebbe organizzato con l’attivazione, non in programma, di rotte firmate Meridiana e Alitalia che hanno permesso di recuperare, in riferimento all’ incoming, 45 000 mila passeggeri. Nella conferenza stampa organizzata in sinergia Ryanair e Sogeaal a metà ottobre, è stato consolidato il sodalizio tra la compagnia aerea e la società aeroportuale, sulla base di una programmazione stabile e ben pianificata che rafforzerà le rotte già esistenti e garantirà il traffico aereo internazionale, che ha sofferto di più e gravato sui bilanci societari. Il risultato è che su una potenziale inflessione di 400 000 passeggeri previsti alla fine dell’anno, il contenimento previsto dalla manovra permetterà di recuperarne quasi 300 000.

Ma quanto influisce questa situazione sull’economia turistica e quanto pesano queste cifre sul mercato ?

Lo abbiamo chiesto al presidente della Camera di Commercio del nord ovest della Sardegna, Gavino Sini. “La riflessione che dobbiamo assolutamente fare, non riguarda quanti punti in percentuale abbiamo perso o acquistato rispetto alle stagioni precedenti, ma piuttosto se stiamo crescendo rispetto alle nostre potenzialità e se il turismo sta riuscendo a colmare i deficit di sviluppo che discendono dalla crisi ormai strutturale di altri settori.“ Il presidente della Camera, insiste su un problema che purtroppo la Sardegna si porta sulle spalle da diverso tempo. “I numeri, da leggere come una giocata al lotto il giorno dopo l’estrazione, non mi appassionano più- ha confessato- Capire se riusciamo a rispondere ai bisogni del territorio è una crescita culturale, economica e commerciale ben più importate delle statistiche e delle percentuali, utili solo se aiutano le valutazioni sulle azioni poste in essere e guidano gli interventi correttivi. Il piano turistico regionale dovrebbe avere un unico focus: la pianificazione in sinergia tra pubblico e privato per dare efficienza e armonia alle “tre gambe” del tavolo Turismo: logistica, sistema della accoglienza e servizi”. “Nel concreto- spiega Sini- non si è mai riusciti a coordinarsi e a sfruttare al cento per cento questa sinergia. Attualmente la Sardegna è sempre nei sogni degli italiani e di tanti europei. Ma per soddisfare un interesse di questa portata è necessario che si effettui una manovra economica di ben altro livello che preveda maggior coinvolgimento dei privati, del sistema delle Camere di commercio, maggiori investimenti nel settore e “promuovere in serie A” l’assessorato al turismo!”. Il presidente Sini non nega che negli anni ci sia stato un rilevante investimento promozionale ad opera del territorio. Ma evidenzia che, proprio per l’assenza di coordinamento e visione comune, questa strategia ha posto sul mercato dell’offerta una Sardegna fatta di atomi e non di tessuto organico. “Gli imprenditori sardi con la loro professionalità e capacità di rischio, hanno fatto del loro meglio, ma per riuscire a fare il salto di qualità che possa portarci a far diventare interessante il prodotto interno lordo del turismo bisogna fare di più”- ha sottolineato il Presidente.
E quindi la domanda doverosa è questa: Dove abbiamo sbagliato? Sini si interroga, e mette in luce senza scheletri nell’armadio, il lavoro che la Sardegna porta avanti sul piano turistico, cercando di trovare un percorso di crescita totalitario, che si apra ai nuovi orizzonti economici.

Mezzo vuoto o mezzo pieno?
“In questo momento è già tanto riuscire a vedere il bicchiere. Almeno quello c’è. È lì, davanti ai nostri occhi, può diventare pieno o vuoto. Quindi cerchiamo di essere realistici e sfruttiamo al meglio le risorse che abbiamo senza farci distrarre dalla nebulosità degli orizzonti e dalla difficoltà delle previsioni”. Un altro errore, commenta Gavino Sini, è quello di approcciare il turismo come se fosse un industria a filiera. Turismo è rete, non catena. Anche se noi ottimizziamo e integriamo i principali attori di questa economia, principalmente quelli privati, e riusciamo a portarli ad alti standard di qualità, basta un disservizio pubblico o un territorio che non accetta e non si educa ad accogliere il turista, che anche la migliore destinazione perde terreno. La Sardegna ha prodotto eccellenti momenti d’impresa singola, che però hanno riscontrato non poche difficoltà a trovare integrazione “fertile” e substrato di cultura turistica.
Perciò c’è bisogno di tanta formazione, manageriale, professionale ma anche di preparazione al tessuto sociale, che non può che passare per le nostre scuole, dalle elementari alle superiori.
La Sardegna ha una risorsa territoriale che ha retto in questo momento di crisi. Questa onda catartica, però, non ha ancora investito in pieno il territorio. “Se, con consapevolezza seria e senza allarmismi, non ci rimbocchiamo bene e subito le maniche, ho paura che ne vedremo delle belle nei prossimi due, tre anni” ha commentato in chiusura il Presidente.

Quali strategie adottare?
‘’E’ stato avviato un processo virtuoso, volto a creare migliori condizioni per il rilancio di tutto il comparto economico sardo, con la speranza che vengano messe in pratica politiche idonee di sostegno finanziario, e che tutti i protagonisti di questo sistema rispondano ai bisogni del comparto, mettendo sul campo energie, idee, e risorse per rilanciare un territorio che ha risposto al 50% fin0 ora alle esigenze di un’economia turistica concorrenziale e in continua crescita. La Sardegna, e’ bene sottolinearlo, rimane ancora, secondo uno studio di Federalberghi, una delle mete più ambite degli italiani, quest’anno seconda solo alla Puglia. Il dato registra anche una crescita rispetto all’anno precedente (9,7% rispetto al 9,6% del 2009), segue la Sicilia (8,8% rispetto all’8,5% dell’anno scorso) e l’Emilia Romagna (10% rispetto al 8,3% del 2009). Lo studio ha analizzato anche i movimenti per territorio di provenienza, sottolineando come, nel complesso, siano 9 su 20 le Regioni italiane che producono a livello di indicatori statistici una movimentazione maggiore di turisti rispetto alle altre. Anche dall’ Osservatorio del turismo arrivano dati quanto mai confortanti. La Sardegna si conferma meta ambita anche alla luce della recente rilevazione di Unioncamere - Isnart per l’Osservatorio Nazionale del Turismo. Nel periodo luglio-settembre “le quote maggiori di prenotazioni si rilevano in Sardegna ed in Trentino”, fa notare Unioncamere. In base al trend emerso dall’indagine, questa estate le destinazioni balneari sono in testa con il 62,4 % delle camere prenotate per il mese di luglio, il 65 per il mese di agosto e il 36,5 per settembre. «Dati che preludono ad una stagione che sembra orientarsi per una maggiore tendenza sul mese di luglio e di settembre che su agosto, mese per il quale ogni anno si registrano prenotazioni più alte rispetto al resto della stagione ma che, invece, quest’anno si allineano al mese di luglio». Nello specifico la Sardegna vanta percentuali superiori alla media. A luglio si arriva al 65,6 % di camere prenotate con +7,5 rispetto al dato dell’anno precedente (58,2), ad agosto sino al 71 % (+1,5 / 69,5 nel 2009) e a settembre al 38,2 % (+ 5,3 / 32,8 nel 2009). “La crisi sapevamo che avrebbe creato non pochi disagi durante la stagione estiva, ma eravamo pronti ad affrontarla”, ha sottolineato il presidente di Confturismo Nord Sardegna, Giorgio Macciocu, presidente anche del Comitato nazionale albergatori stagionali della Federalberghi. La crescita del vettore Ryanair, la compagnia irlandese che ha scelto come hub la Riviera del Corallo, ha saturato il mercato, ha evidenziato Macciocu, riferendosi ad una tipologia di clientela che è stata accolta dal territorio, i cui operatori turistici hanno adeguato l’offerta. Tradotto cosa vuole dire: proliferare di b & b, case vacanze e ostelli. Significa inoltre la fine o quasi dei voli charter e la crescita smisurata di turisti “fai da te” che si organizzano la vacanza on-line. Un passo avanti che si poteva fare, ha spiegato Macciocu, era quello di portare sull’isola due vettori low cost, uno su Alghero e un altro su Cagliari che avrebbero potuto creare un mercato florido di rotte e collegamenti senza conflitto d’interessi.
Ad una presenza sempre costante o addirittura in crescita del turista in Sardegna, corrisponde un calo della capacità di spesa che grava sulle singole aziende. Significa, continua il presidente di Federalberghi, che anche le strutture alberghiere che offrivano un servizio di alta qualità, quest’anno hanno dovuto trovare una soluzione per non perdere competitività, offrendo soggiorni ad un costo decisamente ridimensionato. In questo modo sono riusciti a controllare il calo di presenze ma non altrettanto si può dire per il fatturato. Le preoccupazioni del presidente di Federalberghi, lo fanno volare lontano, alla ricerca di nuovi orizzonti commerciali ed economici, laddove, precisa, la richiesta turistica inizia a dare dei risultati concreti. E’ il caso della Cina, da dove Macciocu è rientrato fresco di Expo, nel quale è stato allestito lo spazio dedicato alla Sardegna all’interno del Padiglione Italia. Una vetrina importante, che rafforza la visibilità raggiunta dall’Isola in Cina grazie al progetto di promozione turistica in corso nella città di Shanghai dal marzo del 2009.
Tra le attività di comunicazione e promozione realizzate, i cinesi hanno apprezzato il reality girato in Sardegna nell’ottobre 2009, con gli sposi di Shanghai che hanno animato un video. La trasmissione ha avuto uno share globale di oltre 160 milioni di telespettatori, cosi come le immagini della vetrina di trentacinque metri nella centralissima Huai Hai Road.
Nel mese di Maggio 2010, inoltre, è stato inaugurato ufficialmente un info point che auspichiamo, commenta ancora Macciocu, possa continuare a fornire servizi informativi anche nel 2011. “E’ l’unico info point dello stivale presente a Shangai”, sottolinea il Presidente con grande soddisfazione, soprattutto dopo il successo di pubblico conclamato dalla stampa e l’attenzione che il Governatore di Lu Wang ha riservato alla Sardegna. Tra le massime autorità che seguono con attenzione l’evolversi del progetto Sardegna, possiamo ricordare il console italiano a Shanghai Massimo Roscigno, cosi come il direttore dell’Enit Paolo Rubini, entrambi presenti all’inaugurazione del punto di informazione e accoglienza. Riguardo l’Expo, è bene ricordare che si tratta di un evento senza precedenti per la Regione Sardegna: quattrocentomila presenze ogni giorno all’interno della cittadella espositiva, con un picco di oltre cinquecentoquindicimila ingressi in coincidenza con l’ultima settimana di Agosto, la stessa in cui anche il Padiglione Italiano e lo spazio Sardegna hanno registrato il record delle visite. La stessa stampa cinese ha dato ampio risalto all’Isola, ricordando anche la partnership siglata tra il Nord Sardegna e il distretto di Shanghai – Luwan. Tra le caratteristiche della popolazione sarda, gli elementi di maggiore attrattività sono la longevità della popolazione dell’interno, il pregio ambientale e la natura incontaminata, i simboli della tradizione, tra i quali le maschere della Sartiglia e i costumi dei Mamuthones, i prodotti tipici come oli, vini e mirto. Un insieme di eccellenze che hanno rapito l’oriente moderno. “La crisi economica attanaglia tutti in maniera ciclica”, ma il monito del Presidente Macciocu echeggia forte e chiaro. “Voliamo lontani per conquistare nuovi mercati, la Sardegna è un paradiso da conservare”.