Rubrica PSIKE Gennaio 2011 - Slide Italia - del Dott.Andrea Ronconi - Slide Free Press

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martedì 4 gennaio 2011

Rubrica PSIKE Gennaio 2011 - Slide Italia - del Dott.Andrea Ronconi

Caro Dottore, da due anni sto insieme al mio ragazzo di 23 anni e pur amandolo alla follia, sessualmente mi lascia insoddisfatta. Lui raggiunge il culmine del piacere quasi subito dopo aver iniziato il rapporto. Come faccio a sapere sé soffre di eiaculazione precoce?

Gent.ma  Signorina, la maggioranza degli uomini ha avuto almeno un episodio di eiaculazione precoce nella propria esistenza sperimentando l’incapacità di controllare l'eiaculazione o comunque di raggiungere il culmine prima che lo desideri fare, volontariamente. Il tempo che intercorre fra l’inizio della stimolazione del pene e l’eiaculazione/orgasmo cresce fisiologicamente con l’età, quindi i ragazzi più giovani, solitamente, arrivano all'orgasmo prima degli uomini più maturi. Quando sono escluse delle cause organiche la psicosessuologia non considera l’eiaculazione precoce come una malattia vera e propria pur riconoscendo il profondo disagio individuale e relazionale che ne deriva. L’eiaculazione precoce è piuttosto un’abitudine disfunzionale (vissuta con disagio per sé e la partner) dovuta anche all’apprendimento di un modo veloce di fare all’amore. Quindi il trattamento consiste nell’imparare un modo nuovo, più funzionale di fare all’amore, migliorando l’esperienza del piacere individuale e relazionale. Attraverso diversi steps si sviluppa nella persona la capacità di focalizzare l’attenzione sugli aspetti cognitivi e comportamentali principalmente coinvolti nella gestione, senza venire, degli stimoli che man mano facendo all’amore si accumulano provocando, dopo il cosiddetto  “punto di non ritorno”, orgasmo/l’eiaculazione. La terapia consiste anche a considerare gli aspetti relazionali che potrebbero mantenere o aver facilitato la comparsa del problema sessuale di coppia. Si possono comunque distinguere diversi livelli di eiaculazione precoce:  "grave", che può avvenire sia prima della penetrazione o comunque entro 15 secondi e "media", che si verifica entro 15-30 secondi dall’inizio del rapporto. Quando avviene tra 1 e i 2-3 minuti è da considerarsi “lieve” e oltre questo tempo non si potrebbe più definire come precoce. Di norma il trattamento ha una durata di circa 3-6 mesi a cadenza settimanale,fra una seduta e l’altra lo psicosessuologo prescrive al paziente degli esercizi sessuali individuali ed eventualmente anche in coppia (da fare a casa) per imparare a gestire la propria eiaculazione nel rispetto dei reciproci bisogni. Quando il problema della precocità è legato a più a problematiche relazionali (perché si è verificato solo con una partner, in maniera elettiva), è bene rivolgersi a uno psicoterapeuta della coppia per sottoporsi a un trattamento che coinvolgerà entrambi i partner nel miglioramento della comunicazione, della soluzione di problemi, della gestione dell’ansia e delle ostilità reciproche. Altrimenti il trattamento può essere fatto anche individualmente con un coinvolgimento minimo della partner. La terapia psicosessuale dell’eiaculazione precoce solitamente ha una apprezzabile riuscita e una volta raggiunto il risultato può essere mantenuto nel tempo perché consiste nel sviluppare una nuova abitudine da quella originaria, che era fonte di disagio emotivo e relazionale.