L'editoriale di Devis Paganelli - Editore di Slide - Slide Free Press

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giovedì 26 febbraio 2015

L'editoriale di Devis Paganelli - Editore di Slide


Bello? assolutamente no. Bellissimo. Il Festival quest'anno è stato veramente unico. Sarà che SLIDE ha vissuto da vicino i sei giorni dedicati alla canzone italiana, come mediapartner ufficiale a Casasanremo e all'AreaStile, potendo frequentare non solo gli amici VIP ma anche vivere le singole "senzazioni" di coloro che hanno gareggiato di giorno in giorno. La tensione in molti era palpabile, anche dietro a sforzati sorrisi, ma nel contesto tutto è filato liscio con un risultato sorprendente. 



Personalmente ho potuto assistere alla gara da una delle ambite poltrone dell'Ariston, ascoltando dal vivo quelle canzoni che i più riascolteranno con precisione discografica nelle prossime settimane. Dal vivo ovviamente, l'emozione e l'esibizione live, rendono le canzoni mai ascoltate perché inedite, spesso poco orecchiabili. Ho sentito anche diverse stonature che forse nel contesto possono passare inosservate, pur essendo in un luogo dove forse la precisione e la preparazione dovrebbe essere essenziale. Veniamo all'indice di gradimento in generale su ogni aspetto. 


La conduzione : a grandi livelli, Carlo sa tenere il palco come credo pochi possono fare in Italia, un degno erede di Pippo Baudo anche se un pochino più riservato e con un contegno che Pippo tralasciava ( Baudo cantava, ballava, recitava..). Canzoni in gara : Capisco il voler rinnovare, ma se fino ad anni scorsi si poteva assistere al Festival della Canzone Italiana, quest'anno si è visto il Festival degli emergenti della Canzone Italiana. In qualche momento sembrava di essere ad Amici ( le voci di uno zampino pesante di Maria de Filippi nella scelta dei cantanti in gara appariva essere realtà, ma rimangono indiscrezioni). 


Sistema di votazione : Far decidere il pubblico o almeno in parte, è sempre una scelta prettamente economica che non paga sotto l'aspetto della reale finalità della kermesse a mio parere. Piuttosto preferirei che fosse stabilito un nome di 200 potenziali giurati professionisti ( produttori discografici, addetti del settore, editori radiofonici e televisivi, musicisti, cantanti ex vincitori di Sanremo, giornalisti accreditati ) eletti democraticamente dal pubblico con televoto nelle settimane precedenti al Festival. Questi avrebbero la competenza adatta per la scelta del vincitore, senza togliere nulla ovviamente a chi ha vinto questa edizione. All'interno, grande spazio alle iniziative alle quali abbiamo partecipato a Sanremo dal 7 al 15 febbraio.