LA ZONA GRIGIA DELLA STORIA
“La terza volta” di Gianni Aureli tra memoria, coscienza e ucronia
Quando le certezze si incrinano e le categorie nette smettono di funzionare, la sensazione emotiva è quella del disorientamento dettato dall’ambiguità degli eventi che sconquassano. La terza volta, secondo lungometraggio di Gianni Aureli, si colloca esattamente in questo spazio fragile e necessario: la zona grigia delle coscienze, dove il nemico ha un volto umano e la scelta morale smette di essere astratta.
Ambientato tra il 1943 e il 1944, nei giorni convulsi successivi all’armistizio dell’8 settembre, il film prende avvio in una Matera notturna e inquieta, attraversata dalla paura e dall’incertezza. L’Italia è un Paese spezzato, occupato. È qui che si incontrano due donne agli antipodi: Nichi, giovane partigiana stremata, segnata nel corpo e nello spirito, ed Edda Ciano, figura elegante e misteriosa che solo più tardi rivelerà la propria identità: la figlia prediletta di Benito Mussolini.
A interpretarle sono Sara Baccarini ed Elisabetta Pellini, protagoniste di un confronto serrato. Nichi ha perso tutto: il marito, ricercato dai nazifascisti, è ormai dato per morto; la Brigata a cui apparteneva si è dissolta; la clandestinità è diventata l’unica forma possibile di esistenza. Il percorso che le due donne compiono — attraverso campi, boschi e sentieri pattugliati dai soldati tedeschi — ha la struttura di un road movie essenziale e teso, ma soprattutto di un travaglio interiore. La fuga notturna diventa un tempo sospeso in cui emergono silenzi, diffidenze, confessioni e improvvise vicinanze. Entrambe sono chiamate a una scelta estrema, che non riguarda solo la sopravvivenza, ma il senso stesso della lealtà e del sacrificio.
Aureli sceglie consapevolmente la forma dell’ucronia: La terza volta non è una ricostruzione realistica né un biopic, ma una storia alternativa che interroga il possibile. Cosa accadrebbe se una partigiana si trovasse a proteggere il simbolo stesso del regime che combatte? La domanda attraversa il film senza trasformarsi in certezza, rimanendo nella sospensione che lo struttura.
Il film non offre risposte consolatorie e non assolve né condanna in modo semplice. Piuttosto invita lo spettatore a sostare nell’ambiguità, interrogandosi sul prezzo reale delle scelte.
Presentato nella sezione Special Screenings della Festa del Cinema di Roma 2025, La terza volta conferma la coerenza del percorso di Aureli, che già in Aquile Randagie (2019) aveva raccontato la Resistenza da un’angolazione laterale e intima, lontana dalla retorica. Qui lo sguardo si concentra su due corpi femminili, due sguardi costretti a muoversi in un mondo costruito e governato dagli uomini, ma capaci di rivelarne le crepe.
Il film, prodotto da BlueFilm e Amarcòrd Production in associazione con Webreak, con il contributo del MIC e della Lucana Film Commission, è un’opera d’essai che coniuga memoria storica e linguaggio contemporaneo. La fotografia di Andres Arce Maldonado accompagna la narrazione con toni scuri e materici, mentre le musiche originali di David Cerquetti e Giovanni Piacentini sostengono la tensione senza sovrastarla.
La terza volta uscirà nelle sale italiane il 19 febbraio 2026.
Regia: Gianni Aureli
Sceneggiatura: Gaia Moretti
Direttore della fotografia: Andres Arce Maldonado
Scenografia: Marco Blumetti
Costumi: Agostino Varchi
Trucco: Federica Puglielli, Elvira Meola
Suono: Giuseppe Manfrè
Montaggio: Gianni Del Popolo
Musiche originali: David Cerquetti, Giovanni Piacentini
Prodotto da: Claudio Bucci, Mario Pezzi, Gaia Moretti
Executive producer: Angelo Frezza
Una produzione BlueFilm e Amarcòrd Production in associazione con Webreak, con il contributo di MIC e Lucana Film Commission.
Cast
Elisabetta Pellini – Edda
Sara Baccarini – Nichi
Giovanni Capalbo – Antonio
Stefano Fresi – Cuoco
Emilio De Marchi – Generale
Erminio Trucellito
Teo Guarini
Matteo Valentini
Testo di Francesco Boemio
